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Il CTR organico è crollato del 61% sulle query con AI Overview. Cosa fare adesso

Google AI Overview nel 60% delle SERP, CTR organico giù del 61%. Se il tuo ecommerce vive di traffico organico, questo è il problema da affrontare adesso.

Visio Digital PartnerPerformance marketing e strategia per e-commerce DTC italiani16 maggio 2026

Il dato è misurato, non stimato. Nel 2026, Google AI Overviews appaiono nel 60% delle SERP per le query informational. Sulle query dove l'AI Overview è attivo, il CTR organico verso i risultati tradizionali è sceso del 61%. Se il tuo ecommerce dipende dal traffico organico per la fase di considerazione degli utenti, questo cambia il calcolo su come allocare le risorse editoriali da adesso.

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Cosa sta succedendo e perché

Google risponde direttamente nella SERP. Non è un'ipotesi sul futuro, è la struttura del 2026. Quando un utente cerca "come scegliere un siero viso per pelle mista" o "differenza tra CAC e CPA nell'ecommerce", Google genera una risposta sintetica e la mostra in cima alla pagina dei risultati, prima dei link organici. Una quota rilevante di utenti legge quella risposta e non clicca più oltre.

Il meccanismo è semplice e le sue conseguenze sono dirette. Se il 60% delle query informational ha un AI Overview attivo, e su quelle query i click organici calano del 61%, significa che circa un terzo del traffico organico potenziale su query informational si è volatilizzato nell'arco di 18 mesi, senza che la maggior parte degli ecommerce italiani abbia cambiato nulla nella propria strategia di contenuto.

Questo non è un fenomeno temporaneo legato a un aggiornamento dell'algoritmo. È il riposizionamento strutturale di Google come sistema che risponde piuttosto che come sistema che indirizza. La traiettoria non si inverte: si accelera, man mano che i modelli generativi migliorano e la copertura degli AI Overview si estende ad altre categorie di query.

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Chi viene colpito di più

Non tutte le keyword del tuo portfolio sono esposte allo stesso modo. Il calo del CTR organico del 61% non è uniformemente distribuito: si concentra su un tipo specifico di query, e capire quale ti permette di agire in modo mirato invece di reagire in modo indiscriminato.

Le keyword informazionali generiche sono le più esposte. "Come fare X", "cos'è Y", "differenza tra A e B", "guida a Z": queste query hanno quasi sempre un AI Overview attivo perché sono esattamente il tipo di domanda a cui un sistema generativo risponde bene. Se hai costruito una strategia di contenuto basata su queste query per attirare traffico top-of-funnel, stai misurando il danno adesso o lo misurerai presto.

Le keyword commerciali e transazionali sono meno impattate nell'immediato. Query come "miglior crema viso pelle secca", "comprare scarpe running online", "siero vitamina C offerta" continuano a generare click perché Google non sostituisce la comparazione di prodotti o l'intento di acquisto diretto con una risposta AI. Su queste query, il risultato organico mantiene la sua funzione. Questo non significa che il rischio sia zero in prospettiva, ma significa che nella gerarchia delle priorità operative, riorientare la produzione di contenuti verso keyword commerciali e transazionali è la mossa con il rendimento più immediato.

Le keyword di brand sono immuni. Quando un utente cerca il nome del tuo ecommerce o del tuo prodotto specifico, vuole arrivare al tuo sito. L'AI Overview non gli impedisce di farlo. Costruire il brand, e quindi aumentare il volume di ricerche branded, è una risposta strutturale al calo del traffico non-branded.

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Tre cose da fare adesso

La prima è diagnosticare l'esposizione reale del tuo portfolio di keyword. Google Search Console, dal gennaio 2026, include un segmento "AI Overviews" nella sezione Performance che mostra impression e click per le query dove il tuo sito appare in un AI Overview. Se non hai ancora attivato questo segmento, è il primo passo. Ordina le query per impressioni, identifica quelle con CTR significativamente più basso della media e verifica se sono query dove l'AI Overview è attivo. Questa analisi ti dice dove il danno è già misurato, non teorico, e ti permette di prioritizzare gli interventi su basi reali invece che su ipotesi.

La seconda è riorientare la produzione di contenuti su due direttrici. La prima direttrice sono le keyword transazionali e commerciali, dove il traffico organico regge ancora perché l'intento di acquisto non viene soddisfatto da una risposta AI. La seconda direttrice sono i formati che Google AI cita nelle proprie risposte invece di sostituire: contenuti con dati originali, struttura Q&A esplicita, affermazioni verificabili con fonte dichiarata. Un ecommerce che pubblica benchmark reali sulla propria categoria di prodotto, oppure guide comparative con dati di test propri, ha probabilità di essere citato nell'AI Overview invece di essere sostituito da esso. La guida completa su come strutturare contenuti per la citabilità AI è nel nostro articolo sulla GEO 2026.

La terza è iniziare a costruire presenza su Perplexity e ChatGPT con contenuti strutturati. Perplexity gestisce oggi circa 15 milioni di query giornaliere con una crescita del 300% anno su anno. ChatGPT Search integra una funzione di ricerca web usata da decine di milioni di sessioni mensili. Il traffico che arriva da questi sistemi converte tra il 14 e il 17%, contro l'1,76% del traffico organico Google tradizionale. Il volume è ancora inferiore, ma il rapporto qualità-volume è nettamente favorevole. Strutturare i contenuti con heading espliciti, paragrafi autonomi che rispondono a domande specifiche e dati numerici con fonte dichiarata è il modo per aumentare la probabilità di citazione su questi sistemi. Per capire come ChatGPT e Perplexity selezionano le fonti in modo diverso rispetto a Google, puoi leggere la nostra analisi comparativa degli LLM per il marketing.

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Il SEO non è morto. La SEO tradizionale genera ancora 345 volte più traffico totale rispetto ai sistemi AI nel 2026. Il problema è che quella proporzione si muove nella direzione sbagliata, e lo fa in modo non lineare: non è un declino graduale e prevedibile, è un calo concentrato su specifici tipi di query che colpisce chi ha costruito la propria strategia editoriale su quei tipi di query.

Chi continua a produrre contenuti generici su keyword informazionali competitive perderà su entrambi i fronti: il traffico organico tradizionale cala perché l'AI Overview risponde al posto suo, e la citazione AI non arriva perché i contenuti generici non offrono nulla che un sistema generativo non possa sintetizzare da solo. Chi produce contenuti con dati originali, struttura Q&A e specificità verticale può guadagnare visibilità in entrambi i sistemi contemporaneamente, nel ranking tradizionale per le query dove l'AI non sostituisce il click, e nelle risposte AI come fonte citata per quelle dove lo fa. Il posizionamento più solido nel 2026 non è scegliere tra SEO e GEO: è costruire contenuti che funzionino per entrambi, partendo dalla comprensione più ampia del nuovo ecosistema GEO/AEO.

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